Ciao a tutti, l’idea per questo articolo mi è venuta ripensando a quante volte sono entrato in un negozio di musica con la voglia di provare qualcosa, o perchè affascinato dalla vetrina o perchè desideroso di provare un particolare strumento o altro, affetto da… G.A.S.! Quella Gear Acquisition Syndrome che per i musicisti sembra parte del loro stesso DNA.

Immagino quante volte questo sarà accaduto anche a voi…

Vorrei fare un paio di considerazioni puramente personali, su due aspetti che considero fondamentali:

  1. la disponibilità di materiale di un negozio, per invogliarvi sia a provare tanto più materiale possibile, sia per farvi venire la voglia di comprare qualcosa…
  2. la disponibilità del commesso o di chi vi segue, il suo entusiasmo, ecc, per farvi provare più cose possibile e alla fine farvi salire quella fregola che alla fine porterà all’acquisto di ciò che state provando.

Ok detto questo, che può sembrare banale, consideriamo la situazione tipica italiana.

Prima di proseguire, però, ci tengo a sottolineare che quanto sto per scrivere è frutto puro di mie considerazioni personali, e che sono ben conscio delle difficoltà che ha un imprenditore (perchè un negoziante questo è, una persona che rischia il proprio capitale) a mantenere un negozio.

Il negozio e l’importanza della vetrina

Generalmente, quando entro in un negozio non trovo quell’assortimento che mi aspetterei. Magari ci sono negozi anche pieni di materiale, con vetrine che da fuori sembrano spettacolari, ma che poi dentro si rivelano… non all’altezza. Sono perfettamente d’accordo che con la crisi che c’è, fare magazzino (e quindi per un negozio acquistare in prima persona i prodotti – pagarli! – e poi stoccarli a magazzino fino a che non siano stati venduti) è una bella bega. Pertanto è normale che molti negozianti preferiscano virare su prodotti di fascia minore, perchè statisticamente sono più facile da vendere.

Tuttavia, mi capita spesso di entrare in un negozio, anche di dimensioni notevoli, domandare di un prodotto e poi sentirmi dire che non è disponibile al momento, ma solo su ordinazione. Eh grazie, ma se lo ordino poi lo devo comprare. Se già sapevo che mi piaceva allora mica vengo da te per ordinarlo, se lo voglio nuovo basta surfare nella rete e si trova qualsiasi cosa, in alternativa su http://mercatinomusicale.com si trova praticamente di tutto sia usato che nuovo, e se non c’è basta pazientare e arriverà. Oltretutto, posso comprare nuovo un effetto, forse un amplificatore per chitarra, ma una chitarra o un qualsiasi altro strumento NO, va provato prima, sono fatti di legno e ognuno alla fine suonerà in modo diverso dall’altro. Ma ti pare che compro una chitarra a scatola chiusa (ammetto un paio di volte l’ho fatto, ma erano usate, costavano poco ed erano di marca, quindi mal che andava le rivendevo senza problemi e senza perderci soldi)??

Almeno i classici…

Sono d’accordo che un negozio non può avere tutto, ma magari alcune tra le cose che sono più tradizionali (come un microfono Shure SM58) o più attuali (come una Helix HX Stomp) potrebbero nel caso essere ordinate a richiesta, stando sicuri che oltre a fare vetrina (quindi alzare il livello del negozio), verrebbero probabilmente vendute entro breve. Inoltre volete mettere la figura positiva che ci farebbe il negoziante a dire al cliente: “guarda, al momento non ce l’ho, ma te la posso ordinare così la provi senza impegno, tanto è un oggetto che va via tranquillamente”. Chiaro, se mi ordinate un pedale o una chitarra o amplificatore boutique super stra esotico che conosce solo lo 0.0001% della popolazione mondiale, beh allora capisco il negoziante se vi accompagna elegantemente alla porta… 😀

Detto questo, forse alcuni tra i capisaldi della musica (per un chitarrista direi Fender, Gibson, Marshall, PRS, Martin, Taylor, ecc.) sarebbe bene averli a disposizione… Capisco tuttavia che tenere un paio di Les Paul, due SG, una 335, un paio di PRS Custom 24 o una 24 e una 22, ecc… richiede un investimento davvero notevole. Certo è vero che se vuoi tenere in piedi un negozio uno rischio le devi correre… Altrimenti è come avere una testata giornalistica e non avere tempo per scriverci articoli sopra. Se non si ha la possibilità/intenzione di investire ok, si può fare tutto lo stesso, ma forse si avrà una vetrina di livello inferiore, che può attirare meno i clienti…

Il negoziante…

Ma veniamo al punto che forse influisce più di tutto: la capacità del negoziante di trasmetterti al sua passione, ma anche la sua disponibilità a farti provare con mano quello di cui dispone.

Vorrei fare un paragone tra due situazioni paradossali che mi sono capitate, una agli antipodi dell’altra.

Esperienza italiana…

La prima è quella di un negoziante italiano, di cui non ricordo il nome, a cui chiesi di privare una chitarra che aveva appesa. La prende, la provo ed è ok, nulla di entusiasmante, ma non male. Poi mi incuriosisco da un’altra che ha sempre in negozio. Stiamo parlando di strumenti di fascia medio/bassa, sotto i 7/800 euro. Ecco he mi risponde: “Sì, ma la vuoi comprare? No, perchè se la vuoi solo provare allora no, poi mi tocca pulirla prima di metterla via per togliere le ditate.”. Dico, stiamo scherzando? Trovo inutile dire che non sono più passato… Ora, che ne so io se quella chitarra mi sarebbe piaciuta o meno? Ok, magari da negoziante vedi una persona che non ha grande disponibilità economica, ma non significa che non compri in futuro. La G.A.S. la conosciamo tutti: metti che quello strumento mi avesse colpito per qualsiasi motivo. Avrei potuto comprarlo al volo. O magari non dormirci la notte, risparmiare un po’ per poi tornare e comprarlo. Invece nulla, non lo sapremo mai, perchè poi ha chiuso per fallimento e non mi ricordo nemmeno che chitarra fosse…

Esperienza canadese…

La seconda è quella di un negozio a Ottawa, in Canada, “Lauzon Music” (https://lauzonmusic.com), che ho già avuto occasione di citare in un altro articolo (http://musicanzait.trasferimentiaruba.it/2020/03/23/retro-sonic-eight-0-eight-overdrive/). Come scrissi lì, entro senza pretese e trovo un commesso estremamente gentile che mi accoglie e mi chiede cosa desidero. Dico che in realtà non sono intenzionato a fare acquisti. Sono solo un turista di passaggio (il mio accento lo conferma). Quello, invece di mandarmi a quel paese o disinteressarsi compeltamente di me (cosa tipica in Italia), mi dice che se voglio provare qualcosa non ci sono problemi. Allora comincio a parlare, vedo un TS9 originale e, non avendolo mai provato, gli chiedo se magari si può fare. Quello tutto entusiasta mi dice che non ci sono problemi, anzi, e mi raccomanda di non fermarmi a TS, ma di provare anche altri pedali, a sua detta molto migliori, tra cui il Retro-Sonic eight-0-eight Overdrive, che non conosco minimamente. Tutto entusiasta mi dice: “Prova questo e poi fammi sapere”. Ok, come se niente fosse mi da accesso alla loro stanza prove, da solo, con una fiammante Gibson Les Paul e una 335, prese entrambe dalla rastrelliera a muro.

😳

No, vabbè, non ci credo! Ma come se non bastasse, mi chiede che chitarra uso di solito e io riferisco di avere una Gibson SG Supreme, con top in acero, e per tutta risposta allora mi prende anche quella che per lui è la SG più simile che ha in negozio e tutto contento me la lascia. Ergo, mi trovo chiuso nella saletta prove del negozio tutto solo con quel ben di Dio che vedete nella foto di apertura e in quella qui a destra, con il commesso dall’altra parte del negozio tutto contento di potermi far provare la loro roba in piena fiducia senza l’assillo di dovermi per forza vendere qualcosa. Tipica situazione Italiana… Certo.

Conclusioni

Inutile dire che il primo negozio ha fallito, mentre il secondo va ancora che un piacere.

Addirittura, quando sono tornato dal mio viaggio (di lavoro) in Canada, mi sono comprato un Retro-Sonic eight-0-eight Overdrive come quello che ho provato da Lauzon Music su ebay, tanta era la fregola che mi era rimasta. Sì, non l’ho comprato direttamente da loro, quindi non ci hanno guadagnato apparentemente nulla da me.

Ma la disponibilità, il fatto di sentirsi a casa, quella situazione, sono parte di un ricordo che non se ne andrà MAI. Se abitassi a Ottawa ci sare sicuramente tornato, e probailmente sarebbe diventato per me un punto fisso. Se quella stesa dispinibilità e apertura che hanno dimostrato con uno straniero come me la dimostrano anche a tutti glia ltri, beh, sono sicuro saranno pieni di clienti.

Pubblicato su musicanza.it il: 05/04/2020.